Dazi – Saic è pronta ad annunciare la produzione in Europa

“Nelle prossime settimane”, Saic annuncerà ufficialmente la produzione in Europa. Lo ha rivelato Andrea Bartolomeo, country manager per l’Italia del gruppo cinese (di cui fa parte il marchio MG) nel corso del workshop “Automotive & Mobility evolution: driving the future”, organizzato a Milano dalla multinazionale di consulenza Bip. Il numero uno di Saic in Italia ha spiegato che la decisione di produrre auto nel vecchio continente si inquadra anche nella prospettiva della possibile introduzione di dazi sulle importazioni di elettriche cinesi attorno alla quale sta lavorando l’Unione Europea: “Questa è una parte di soluzione al problema”, ha sottolineato Bartolomeo, bacchettando la stampa generalista italiana per aver parlato di dazi generalizzati sulle vetture di produzione cinese (e persino sui ricambi).

Longo (Audi): cooperare per ridurre i costi. “Scettico” sulla politica dei dazi si è detto Fabrizio Longo, direttore della divisione Audi di Volkswagen Group Italia: “Essendo un liberista convinto, non è che io veda i dazi come la soluzione”. Certo, ha precisato, se c’è una squadra che gioca in 15 e tu giochi in 11, hai tutto il diritto di fermarti e di chiamare l’arbitro per rimettere le cose in regola”. Secondo Longo, però, l’elemento che va affrontato con più incisività “è la struttura dei costi industriali”. Parlando della partnership tra Audi e Saic in Cina nello sviluppo di una piattaforma dedicata dalla quale “usciranno tre modelli”, il numero uno di Audi in Italia ha sottolineato il ruolo che potrebbe avere, nella prospettiva della riduzione dei costi, “la cooperazione e l’integrazione intelligente e rispettosa, che potrà favorire anche delle aggregazioni. Poi sul mercato ce le daremo di santa ragione tutti i giorni”.

Cardinali (Unrae): sui dazi i cinesi non staranno a guardare. E sempre a proposito di dazi, Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, ha ricordato un paio di aspetti che nella discussione spesso sono colpevolmente trascurati. “Sicuramente al consumatore bene non faranno”, ha sottolineato Crisci, “perché fanno salire i prezzi”. L’altro elemento su cui il direttore generale dell’Unrae ha portato l’attenzione sono le possibili ritorsioni cinesi. “C’è un interscambio di trilioni di euro fra noi e la Cina, dal vino ai formaggi. Non mi aspetto che i cinesi stiano lì a guardare in silenzio. Secondo me stiamo accendendo una miccia”. Il fatto che “certe cose negli Stati Uniti funzionino benissimo”, ha concluso Crisci, non significa che possano funzionare anche in Europa.