Ineos – Ratcliffe: “Le Bev non sono l’unica soluzione, l’endotermico ha ancora tanto da dare”

l’elettrico la soluzione per la mobilità del futuro? Alla Ineos rispondono di no – o meglio, non la sola – anche nel giorno della presentazione della loro prima Bev, la Fusilier, in produzione dalla metà del 2027. La risposta arriva anzitutto dall’anima di questa piccola fuoristrada, che oltre proporre un classico powertrain a batteria offrirà, in alternativa, anche l’opzione del range extender: ovvero, un powertrain con un piccolo motore endotermico a fungere da generatore per il motore elettrico, cui però spetterà sempre il compito di muovere le ruote. E la risposta l’ha data chiara e tonda anche Jim Ratcliffe, presidente del gruppo Ineos, che a margine del debutto della Fusilier ha gettato uno sguardo ad ampio raggio sulle prospettive dell’automotive, toccando alcuni temi caldi della transizione.

“L’elettrica? Meglio ad autonomia estesa”. “Probabilmente non esiste una soluzione per tutti gli scopi”, ha detto Ratcliffe, “e non possiamo costringere un consumatore ad acquistare qualcosa che in alcune circostanze non si comporta come l’acquirente vorrebbe”. Per esempio, secondo il patron i lunghi viaggi restano un tema delicato: ed è anche per tale ragione che con la Fusilier, la Ineos ha scelto di puntare su una tecnologia oggi minoritaria come il range extender: “La direzione in cui andremo, probabilmente, sarà quella di avere due offerte. Ma la mia personale preferenza va verso l’elettrica con range extender, perché cancella l’ansia da autonomia”, ha detto il numero uno della Casa inglese. Insomma, secondo Ratcliffe bielle e pistoni saranno protagonisti per molto tempo: “Ci sono ancora enormi progressi da fare nel motore a combustione, la sua strada non è finita”.

Un endotermico da difendere. Secondo Ratcliffe, per un’azienda internazionale come la Ineos è fondamentale monitorare le dinamiche al di fuori dell’Europa: “Guardiamo all’America: lì non impongono una soluzione, ma offrono una serie di opzioni. Negli Usa, le proiezioni al 2050 per l’auto elettrica rappresentano circa il 20%, 25% del parco circolante. Non il 100%, come in Europa”. E su questo punto, l’imprenditore lancia un monito al Vecchio continente: “Bisogna stare un po’ attenti, perché la migliore tecnologia per i motori a combustione è in Europa. Non dobbiamo abbandonare questa fantastica tecnologia, che abbiamo e che verrà ancora utilizzata, solo perché le case automobilistiche europee sono costrette a passare all’elettrico”.

Non si può vendere un’auto elettrica che non piace alla gente. Incalzato su alternative come il biocarburanti o gli e-fuel, Ratcliffe si è dimostrato più freddo: Del biodiesel ci siamo occupati per un po’, ma è un settore fortemente dipendente dai finanziamenti dei governi: forse farà parte del futuro, ma non sarà una soluzione totale. Stesso discorso per gli e-fuel. Piuttosto, il numero uno di Ineos vede spiragli per l’idrogeno: Sarà una parte delle soluzioni per il futuro, ne sono sicuro, nonostante le problematiche connesse all’implementazione di questa tecnologia: Se guardate l’America, il costo dell’energia necessaria per produrre l’idrogeno è un quinto rispetto a quello in Europa. E riguardo al nostro continente, Ratcliffe ribadisce come non si possa imporre una soluzione che il consumatore rifiuta. Non penso che l’unica soluzione sia il veicolo elettrico aggiunge Ratcliffe. Piuttosto è necessario vedere che la traiettoria stia andando nella giusta direzione, e che anno dopo anno migliori la carbon footprint: questo è davvero importante per il pianeta. Non ho assolutamente alcun problema con la decarbonizzazione del parco automobilistico nel mondo precisa l’imprenditore – ma non si può essere troppo idealisti su questo punto. E si vede che al momento non è possibile vendere un’auto elettrica che non piace alla gente.

Tempi di lancio e batterie. Ratcliffe ha infine fornito ulteriori indicazioni sulla Fusilier, datando l’inizio della produzione per la metà del 2027: Il lancio inizialmente era previsto nel 2026- confessa -, poi con la decisione sul range extender i tempi si sono allungati. Il fornitore di batterie sarà, con ogni probabilità, la Samsung, e dall’esterno arriverà anche il piccolo motore endotermico della variante con range extender. Una scommessa che, vista la parabola della BMW i3, sembra quantomeno rischiosa: Solo il tempo dirà se abbiamo ragione o torto. Ma se potessi scegliere tra due auto elettriche, una con range extender e l’altra no, sceglierei quella con range extender perché non avrei l’ansia da autonomia né quella di fare rifornimento.